Afta bocca e lingua

Il termine “afta” (dal greco áphtha, che in italiano viene tradotto con “pustola”) indica una ulcera mucosa dal dolore intenso e bruciante che si forma all’interno della cavità orale. Si tratta di una lesione benigna di forma ovale con dimensioni che variano da 1mm  fino  1 cm di diametro nei casi più gravi; si presenta con un colore bianco-giallognolo contornato da un alone rossastro. Le afte possono essere anche di tipo multiplo, caratterizzate dalla presenza di vescicole sul palato, sulla lingua, sulle mucose della bocca e sulla faccia interna delle guance.
L’afta può comparire a tutte le età, anche se è più frequente nei giovani tra i dieci e i vent’anni ed ha un’ incidenza maggiore nelle donne che negli uomini.

TIPOLOGIA

Le afte vengono solitamente suddivise nelle seguenti quattro categorie principali:

• stomatite aftosa: comunemente detta “afta” è la malattia ulcerativa più diffusa del cavo orale; colpisce oltre il 20 % della popolazione, si presenta ciclicamente e le recidive sono in aumento sempre maggiore con l’avanzare dell’età.

• afta minore: si manifesta generalmente sulle labbra, sulla mucosa vestibolare, sul pavimento orale, sulle gengive e sulla lingua; le ulcere sono solitamente di lieve entità e poco dolorose.

• afta maggiore: si presenta quando l’afta minore supera il diametro di 5-6 millimetri fino ad arrivare addirittura ad un’estensione di oltre un centimetro (in termine medico viene definita “periadenite mucosa necrotica ricorrente”); in tale caso l’afta comporta forti dolori e serie difficoltà ad alimentarsi.

• afta erpetiforme: è una forma abbastanza rara che colpisce soprattutto le donne. Avviene con la comparsa simultanea di 10-100 ulcere, piccole ma molto dolorose, che si distribuiscono su tutte le parti del cavo orale spesso fondendosi fra di loro.

SINTOMATOLOGIA

Le afte spesso iniziano con una sensazione di bruciore o pizzicore in una regione della cavità orale, in cui nei giorni successivi si sviluppa un’area rossa od una bolla da cui poi si crea una piccola ulcera aperta. L’ulcera, estremamente dolorosa se toccata o strofinata, può essere accompagnata dal rigonfiamento dei linfonodi presenti sotto la mandibola; ciò spesso porta il paziente a confondere l’afta per un semplice mal di denti. La gran parte delle ulcere durano da 1 a 4 settimane, e possono causare un dolore circoscritto e molto intenso per tutta la durata del processo di guarigione, oltre a provocare un senso di spossatezza e malessere simile agli stati febbrili. La maggior parte delle ulcere vengono localizzate nelle zone adiacenti alla chiusura della mandibola, e, per questo motivo vengono talvolta confuse con un mal di gola; tuttavia possono insorgere anche in corrispondenza della base gengivale, sulla mucosa in prossimità delle labbra, sul palato e sulla lingua, dove assumono aspetti differenti e difficili da visualizzare.

EZIOLOGIA

Ancora oggi non sono del tutto chiari gli specifici fattori di sviluppo delle afte, anche se la maggior parte degli studi nel settore si indirizzano verso un disordine della flora batterica intestinale associato a problemi immunitari.

Tra i fattori che aumentano la possibilità di formazione delle ulcere si annoverano il contatto della mucosa orale con oggetti sporchi (come ad esempio il mordere una matita o una penna), il contatto labiale con animali domestici, la presenza di stress, stati d’ansia e di depressione, periodi di convalescenza da malattie debilitanti, ferite causate da una accidentale masticazione della mucosa, cambi ormonali, periodi mestruali, scarsa igiene orale.

Fra ulteriori fattori che possono predisporre la comparsa di afte ricordiamo le allergie a determinati cibi (ad esempio l’ intolleranza al glutine), l’assunzione di cibi e/o bevande bollenti ed una povera dieta alimentare carente di vitamina B12, ferro o acido folico.

Gli studi del settore rivelano inoltre che alcuni soggetti hanno sviluppato afte in seguito al consumo di cioccolato, di zuccheri artificiali (come quelli presenti nelle gomme da masticare o nelle bevande dietetiche) o di insaccati e pomodori crudi.

Le afte sono state messe in correlazione anche con alcune malattie (diabete, celiachia, patologie dell’intestino e degli occhi) e con trattamenti prolungati con antibiotici (penicillina, tetraciclina, cloramfenicolo, ecc).

L’utilizzo di apparecchi dentali o di protesi dentarie può comportare l’insorgenza di afta ed ulcere a causa di traumi fisici.

E’ opportuno infine segnalare come alcune cure invasive comela chemioterapia provocano afte come effetto collaterale.

CURA E PREVENZIONE

La guarigione dalle afte avviene principalmente in maniera spontanea: nell’arco di circa 10 giorni esse vanno incontro a un processo di cicatrizzazione. Tuttavia, l’uso regolare di collutorio non alcoolico solitamente allevia il dolore; per la stessa funzione si possono applicare sulle lesioni preparati sotto forma di gel (spesso composti da acido ialuronico), prodotti a base di aloe vera, pianta dotata di azione antinfiammatoria e antisettica, oppure utilizzare spray a base di cortisone.

Un rimedio naturale e casalingo consiste nell’applicare sulle ulcere una bustina bagnata di tè che, grazie all’azione dell’acido tannico, rende più rapida la guarigione.

Alcune ricerche in corso stanno inoltre individuando come metodo di cura di ulcere l’utilizzo di dentifrici privi  della sostanza Laurilsolfato di sodio (chiamato anche sodio laurilsolfato, o con gli acronimi SDS o SLS).

Per la prevenzione di ulcere viene consigliata l’assunzione di alcuni integratori a base di vitamina B12 (presente solo in alimenti di origine animale: tuorlo d’uovo, carne, pesce, pollame e formaggi); è importante anche seguire una dieta basata su alimenti che contengono ferro (quali asparagi, spinaci, arachidi, fagioli) o acido folico (vongole, fegato, lenticchie, ceci, ostriche).

Da un punto di vista dietetico occorre evitare alcuni alimenti o spezie quali cioccolato, pepe, peperoncino, aceto, caffè e zuppe o bevande troppo calde.

Infine, è opportuno eliminare il fumo ed il consumo di alcol.

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